La Massoneria regolare, nella sua accezione moderna, rappresenta una struttura formata da uomini, organizzati in una Gran Loggia, con valori comuni, con vocazione universale – fede in Dio, indipendentemente dalla religione, rispetto delle leggi del paese, uguaglianza dei diritti, amore per la patria e la famiglia, carità e rispetto reciproco verso le persone – che si educano allo scopo della conoscenza di sé, dello sviluppo spirituale, per la costruzione di una società educata, orientata verso l’umanità.L’educazione continua, la giustizia, la verità, la conoscenza e la lotta al vizio, ma anche la promozione della virtù, sono altrettanti elementi definitori della costruzione del Tempio interiore del Massone, che, una volta acquisiti, ha l’obbligo di promuovere nella società, per la costruzione di un mondo migliore e resiliente.La nostra missione è costruire, educare e perfezionare continuamente la nostra personalità e offrire all’Universo tutto ciò che abbiamo di meglio da questa costruzione.
Le prime logge massoniche moderne furono fondate sul territorio dell’attuale Romania nella terza decade del XVIII secolo, nel contesto della diffusione delle idee dell’Illuminismo europeo. La prima attività massonica fu legata agli ambienti intellettuali, diplomatici e commerciali, in contatto diretto con lo spazio culturale occidentale.
Nel 1734, a Galați, con il contributo del segretario principesco Anton Maria del Chiaro, fu fondata la loggia «Loggia di Galazzi», considerata la più antica loggia massonica attestata sul territorio dell’attuale Romania.
Un anno dopo, nel 1735, a Iași, il principe Constantin Mavrocordat costituì la Loggia “Moldova”, segnando l’inizio documentato dell’attività massonica nei Principati Romeni.
Alla fine del XVIII secolo, nel 1795, in Transilvania fu fondata la “Soțietatea Filosofească a Neamului Românesc în Mare Principatul Ardealului”, dal massone Ioan Molnar Piuariu. Questa società riunì importanti intellettuali e uomini di cultura romeni, tra cui Gheorghe Șincai, Petru Maior, Samuel Micu, Aron Budai, Enache Văcărescu . Alcuni membri di questa società, animati dallo spirito nazionale e dagli ideali dell’Illuminismo, contribuirono alla redazione del documento fondamentale Supplex Libellus Valachorum (1791), un memoriale indirizzato alla Corte di Vienna con cui i romeni della Transilvania chiedevano il riconoscimento dei diritti politici, civili e confessionali come nazione.
Nella prima metà del XIX secolo, le logge di Bucarest riunirono numerose personalità della vita politica e culturale romena, come Ion Heliade Rădulescu, Cezar Bolliac, Grigore Alexandrescu, Teodor Diamant.
La massoneria romena ebbe un ruolo significativo nel Movimento rivoluzionario del 1848, e molti dei leader politici, militari e culturali dell’epoca sono riconosciuti dalla storiografia come massoni o vicini agli ambienti massonici europei. Tra le fila della generazione del ’48 si ritrovano personalità come Nicolae Bălcescu, C. A. Rosetti, Ion Ghica, Christian Tell, Alexandru G. Golescu e Dimitrie Brătianu, promotori degli ideali di libertà, riforma e affermazione nazionale.
Gli sforzi e gli ideali di questa generazione continuarono a manifestarsi anche nel decennio successivo, culminando con l’Unione dei Principati Romeni del 1859, atto che pose le basi per la nascita dello stato romeno moderno.In questo contesto, figure di spicco della vita politica e culturale, come Alexandru Ioan Cuza, Mihail Kogălniceanu, Vasile Alecsandri, Costache Negri e Ion C. Brătianu, contribuirono, attraverso la loro attività pubblica e diplomatica, al consolidamento del nuovo Stato e alla modernizzazione delle istituzioni romene.
Il processo di affermazione dello Stato romeno proseguì nella seconda metà del XIX secolo, culminando con la Guerra d’Indipendenza del 1877–1878, che consacrò l’indipendenza della Romania sul piano internazionale. In questo periodo, le élite politiche e amministrative del Paese, formate nello spirito dei valori moderni europei, sostennero gli sforzi di emancipazione e consolidamento statale.
Nel 1866, a Iași, fu fondata la Loggia “Steaua României”, una delle logge più influenti del XIX secolo. L’apertura di questa Loggia verso la società civile avvenne tramite la Società Letteraria “Junimea”, con un ruolo fondamentale nella cultura e nella letteratura romena moderna.
Tra le fila della Loggia “Steaua României” fecero parte numerose personalità di spicco della vita culturale, politica e intellettuale romena, tra cui Titu Maiorescu, Costache Negruzzi, Iacob Negruzzi, Petre P. Carp, Gheorghe Asachi, Grigore Sturdza, Charles Tissot, Petre Palladi, che contribuirono in modo decisivo alla formazione della cultura e delle élite intellettuali romene dell’epoca.
Il 20 settembre 1880, la Gran Loggia Nazionale di Romania fu costituita come Gran Loggia regolare e sovrana, con Constantin Moroiu come Gran Maestro. Questo momento consacrò istituzionalmente la massoneria romena e la integrò definitivamente nella famiglia della massoneria universale.
Negli ultimi decenni del XIX secolo e all’inizio del XX secolo, la massoneria romena conobbe un periodo di consolidamento interno, caratterizzato dalla continuità dei lavori rituali, dallo sviluppo delle attività educative e filantropiche e dal mantenimento dei rapporti con obbedienze massoniche regolari in Europa.
Un momento simbolico del riconoscimento pubblico è l’anno 1906, quando, in occasione del Giubileo dei 40 anni di regno, il Re Carlo I conferì la Medaglia d’Oro alla Gran Loggia Nazionale di Romania, in segno di apprezzamento per il prestigio e per i contributi alla vita culturale e sociale della società romena.
La Prima guerra mondiale rappresentò un periodo di prova per l’intera società romena. In questo contesto, la massoneria romena e i suoi membri continuarono la loro attività nei limiti imposti dalle circostanze dell’epoca, mantenendo legami fraterni e rapporti di comunicazione con gli ambienti massonici europei.
L’anno 1918 rappresentò il compimento dell’ideale nazionale con la costituzione dello stato nazionale unitario romeno. Nel periodo immediatamente successivo alla Prima guerra mondiale, la Romania intraprese un ampio sforzo diplomatico per ottenere il riconoscimento internazionale degli atti di unione. In questo contesto, diverse personalità romene, riconosciute dalla storiografia come massoni o associate agli ambienti massonici internazionali, furono coinvolte nel sostegno degli interessi della Romania all’estero, anche nell’ambito della Conferenza di Pace di Parigi.
Tra queste personalità figuravano Alexandru Vaida-Voevod, Caius Brediceanu, Ioan Pillat e Mihai Șerban, che parteciparono alle iniziative diplomatiche volte al riconoscimento internazionale degli atti del 1° dicembre 1918. La loro attività si svolse nel quadro più ampio della diplomazia romena, valorizzando l’esperienza, le relazioni e il prestigio personale acquisiti negli ambienti europei dell’epoca.
Nel 1919, con la conclusione della fase postbellica e dei processi di consolidamento istituzionale, il generale Alexandru Averescu, in una lettera ufficiale, rivolse ringraziamenti alla Gran Loggia Nazionale di Romania per i servizi resi al Paese, gesto che ne conferma lo status di istituzione rispettata nella vita pubblica romena dell’epoca.
Nel periodo compreso tra la conclusione dei processi postbellici e la fine degli anni ’30, la massoneria romena operò in condizioni di normalità istituzionale, prima che i profondi cambiamenti del clima europeo incidessero sulla vita associativa e sulla libertà di organizzazione.
Nel 1937, su esplicita richiesta del Re Carlo II, la massoneria romena, sotto la guida del Gran Maestro Jean Pangal, entrò in sonno come misura di autoprotezione, sospendendo l’attività pubblica senza rinunciare alla continuità della propria tradizione.
Nel 1944, nel contesto dei cambiamenti internazionali generati dall’evoluzione della Seconda guerra mondiale, si tornò temporaneamente su questa decisione, con l’accordo e l’autorizzazione della Commissione Alleata di Controllo, ma la ripresa dell’attività fu di breve durata. Nel 1948, il nuovo regime instaurato in Romania, allineato all’orientamento politico dell’Unione Sovietica, dispose il divieto completo e dittatoriale della massoneria, ponendo fine a qualsiasi forma di attività massonica legale.
Questo periodo fu di profonda sofferenza per la massoneria romena. Numerosi fratelli furono sottoposti a persecuzioni, interrogatori e condanne a pesanti pene detentive, esclusivamente per la loro appartenenza all’Ordine, e l’attività massonica fu interrotta istituzionalmente sul territorio della Romania.
Dopo il 1948, una parte dei massoni romeni riuscì a prendere la via dell’esilio, continuando la propria attività massonica in logge di Francia, Israele, Germania, Stati Uniti d’America, Argentina e Brasile, venendo accolti in obbedienze regolari. Grazie a questi fratelli, la tradizione, la memoria e lo spirito della massoneria romena furono mantenuti vivi fuori dai confini del Paese, assicurando la continuità simbolica e morale dell’Ordine negli anni del divieto.
Dopo il 1989, con il crollo dei regimi totalitari dell’Europa centrale e orientale, la massoneria poté riaccendere le Luci nei Paesi dell’ex blocco comunista. In questo contesto storico favorevole, la ripresa della vita massonica in Romania avvenne nel pieno rispetto dei principi di regolarità e con il sostegno di obbedienze massoniche riconosciute a livello internazionale.
Con la conoscenza e l’accordo della Gran Loggia Unita d’Inghilterra, il Grande Oriente d’Italia, obbedienza riconosciuta in quel momento dalla Gran Loggia Madre del Mondo, decise di sostenere la riattivazione della massoneria regolare in Romania. A tal fine, sul territorio romeno, a Bucarest, furono costituite tre Logge Regolari, inizialmente sotto la giurisdizione del Grande Oriente d’Italia.
Così, furono fondate e iscritte nel Registro Matricolare del Grande Oriente d’Italia:
I membri fondatori dell’Officina “Nicolae Bălcescu” / “George Washington” furono 12 Fratelli Maestri Massoni, iniziati in logge romene prima del divieto della massoneria da parte del regime comunista. Dopo oltre quattro decenni di sonno forzato, essi furono riattivati e regolarizzati il 30 aprile 1992, in una cerimonia svoltasi a Bucarest.
La cerimonia fu presieduta da Giuliano di Bernardo, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, assistito da Douglas Lemons, Past Grand Master della Gran Loggia della California, nonché da altri illustri massoni italiani e americani.
I 12 veterani della Gran Loggia Nazionale di Romania, la cui riattivazione attesta la continuità storica della MLNR, furono:
Nicolae Filip, Constantin Bărbulescu, Radu Gherghinescu, Mircea Sion, Paul Petrescu, Cezar Balaban, Nicolae Simedrea, Gheorghe Cercel, Eugen Victor Șuculescu, Dinu Roco, Vladimir Boantă e Paul Viscocil.
Successivamente, a loro si unirono anche altri senior di prestigio della massoneria romena, tra cui Barbu Cioculescu, Edmond Nicolau, Vlaicu Barna ed Eracle Gugiu, contribuendo al consolidamento della vita massonica rinata.
Il 24 gennaio 1993, le tre Logge Regolari sotto la giurisdizione del Grande Oriente d’Italia ricostituirono la GRAN LOGGIA NAZIONALE di ROMANIA, in una solenne Tornata Rituale svoltasi a Bucarest. I lavori furono guidati dal Venerabilissimo Fratello Giuliano di Bernardo, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, assistito dal Venerabilissimo Fratello Douglas Lemons, Past Grand Master della Gran Loggia della California, nonché da numerosi Fratelli italiani e americani.
Questo momento segnò la ripresa ufficiale, regolare e legittima della massoneria romena, in piena continuità storica e in pieno accordo con i principi della massoneria universale regolare.
Dopo la ricostituzione della Gran Loggia Nazionale di Romania il 24 gennaio 1993, la guida dell’Ordine fu assicurata, in successione, dai seguenti Gran Maestri:
La continuità istituzionale della Gran Loggia Nazionale di Romania è confermata da riconoscimenti internazionali costanti e documentati, concessi da Gran Logge Regolari. Essi sono riportati nei rapporti successivi della Commissione Informativa per i Riconoscimenti della Conference of Grand Masters of Masons in North America, autorità di riferimento nel campo del riconoscimento massonico.
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